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Oltre lo spreco verso nuovi stili di vitatorna su

Il Parlamento Europeo ha dichiarato il 2014 “anno europeo contro gli sprechi alimentari”, suggerendo agli Stati membri di rivedere il sistema di etichettatura e di imballaggio dei cibi, per far comprendere le scadenze effettive, oltre a quelle commerciali, ma anche di incentivare i ristoratori responsabili per cercare di ridurre gli sprechi.

«Il fenomeno in esame richiama uno dei paradossi più evidenti del nostro tempo: i modelli di sviluppo attuati in particolare in Occidente, da una parte hanno prodotto consumi eccessivi ed enormi sprechi, ma dall’altra non riescono a ridurre in maniera significativa la fame e la povertà estrema di alcune frange della popolazione mondiale. […]

La responsabilità attribuita alle famiglie nella produzione di scarti e di sprechi chiama in causa la nostra Istituzione e la nostra Rivista, perché alla base di tutto c’è una emergenza educativa che ci interpella: quanto un’educazione al buon uso del denaro, al vero senso della povertà e alla sobrietà, può aiutare ad andare verso stili di vita più sostenibili, quelli “nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti”?».

L’educazione è fondamentale per riuscire a modificare comportamenti e stili di vita. Per questo motivo la Rivista ha deciso di dedicare spazio a questo tema, attraverso contributi di diverse discipline, per aiutare a leggere il fenomeno dello spreco da diverse angolature. […] Ne emerge un quadro chiaro, certamente non esaustivo, sul rapporto con i beni, sul senso della povertà e della sobrietà, ma anche sulla condivisione e sulla solidarietà.

L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain