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Non perdere il treno dei giovanitorna su

Il Congresso internazionale “Giovani e scelte di vita: prospettive educative” entra nel vivo dei lavori. Emerge forte l’istanza di sintonizzarsi sul mondo giovanile, camminando al loro passo.

 

È Papa Francesco a tradurre l’istanza che anima il Congresso Internazionale Giovani e scelte di vita. Prospettive educative, che si è aperto il 20 settembre scorso all’Università Pontificia Salesiana di Roma.

Francesco nel messaggio inviato ai partecipanti, si augura che l’evento «a partire dal contributo originale del carisma educativo salesiano, possa rappresentare una significativa tappa di riflessione e di concreto aiuto delle diverse problematiche legate al mondo giovanile, tenendo conto delle più diverse e profonde esigenze connesse alla loro crescita umana e spirituale».

La certezza di vivere in questi tre giorni una riflessione sul contributo originale del carisma salesiano, viene evidenziata dal saluto del Prof. Mauro Mantovani, Rettore Magnifico dell’UPS, che riprendendo le parole del Pontefice ribadisce l’urgenza «di non perdere il treno dei giovani e di alimentare i sogni e la loro speranza». Egli ricorda anche il lungo e complesso lavoro di preparazione per arrivare alla celebrazione di questo evento e allo stesso tempo il gran numero di professionisti che ha accettato la sfida di collaborare insieme per i giovani.

A lui fa eco la Prof.ssaPina Del Core, Preside della Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium, che evidenzia l’obiettivo principale del Congresso, quello di «offrire un apporto peculiare allo studio del mondo giovanile attorno a un punto cruciale: le scelte di vita». La Prof.ssa Del Core sottolinea in particolare la complessità attuale in cui i giovani oggi si trovano a scegliere, che obbliga inevitabilmente chi educa «ad aprirci a ciò che è inedito, a lasciarci provocare nell’ascoltarli, a confrontarci con l’esperienza e ad aiutarli a scoprire la vocazione educativa che è in loro».

 

Tra i saluti istituzionali si colloca anche quello di Pietro Sebastiani, Ambasciatore italiano presso la Santa Sede, che augura ai presenti un lavoro fruttuoso consegnando un’immagine di speranza ai giovani presenti, spronandoli a seguire i loro sogni e animando gli adultia non venire meno alla loro missione di “traghettatori di nuove leve”.

Allo stesso modo il dottor Giovanni Caudo, Presidente del Municipio III del Comune di Roma, consegna all’assemblea un’inedita lettura del pronome “noi”. «Il noi - spiega - è la prima persona plurale. Se analizziamo i termini deduciamo che dobbiamo sempre prima mettere al centro la persona e la persona nella sua pluralità».

 

Il Congresso viene magistralmente aperto, dalla conferenza di Mons. Raúl Biord Castillo, Vescovo salesiano di La Guaira (Venezuela). Egli introduce il suo intervento, suggerendo che il Sinodo sui giovani, che tra pochi giorni la Chiesa vivrà. Sia un “Sinodo dal sapore salesiano”. Il presule, sottolinea anche la rivoluzionaria novità che il Papa ha in qualche modo messo sotto gli occhi di tutti. I giovani con questo Sinodo sono diventati “autentico soggetto ecclesiale”.

Questo si traduce praticamente e pastoralmente nell’urgenza di «ascoltare la voce di Dio in quella dei giovani perché saranno loro a dire che cosa si aspettano dalla Chiesa».

Per Mons. Biord Castillo è importante infatti «non lasciarci prendere come adulti dal “complesso di Gulliver”, cioè dal far sentire i giovani dei “nani” di fronte alle necessità». Essi invece sono portatori di grandi possibilità, non si sono allontanati dalla Chiesa, ma è la Chiesa che si è allontanata da loro. Per questo è ormai imprescindibile «stare in mezzo a loro per costruire ponti e superare la timidezza educativa e apostolica, cioè fare in modo che realmente li accompagniamo a fare scelte vocazionali di vita».

Sono due infatti le «“carenze pedagogiche” da colmare come educatori ed educatrici salesiane: è necessario ripensare le implicanze della famiglia nell’educazione dei giovani e ripensare la formazione alla dimensione socio-politica». Il Sinodo tocca il “cuore salesiano” della missione, in quanto «offre una grande opportunità di verificare la nostra pedagogia a partire dalla ricchezza del Sistema preventivo e per rilanciare una presenza più consistente come accompagnatori dei giovani».

 

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