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Edizione anastatica della biografia di Don Boscotorna su

È quanto mai significativa, nell’anno del Bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, la pubblicazione dello studio della sua biografia, scritta dal noto magistrato e scrittore francese Albert Du Boys, e corretta da don Bosco stesso, a cura della Prof. Piera Ruffinatto.

L’introduzione che precede l’opera, veramente unica nel suo genere, permette di cogliere il contesto in cui è stata scritta, di conoscere non solo le intenzioni dell’Autore ma di tratteggiare ancora meglio il volto di don Bosco nella sua ricchezza umana e nella sua passione per i giovani.

Pubblicata a Parigi nel 1884 con il titolo Don Bosco et la Pieuse Société des Salésiens, nello stesso anno l’opera venne tradotta in italiano da Giuseppe Novelli ed ebbe una discreta diffusione, anche promossa dallo stesso don Bosco che, se da una parte raccomandava all’Autore di «non parlare troppo del povero don Bosco, e di non dare a lui la gloria che si deve dare soltanto a Dio» (Lettera del 19 novembre 1882 ad Albert Du Boys), dall’altra ne incoraggiava la diffusione perché «fa conoscere il nostro sistema e [l’autore, ndr] ha indovinato lo spirito della nostra Società» (MB XVIII 596-597).

«Si avrà modo di rilevare l’importanza e il valore della pubblicazione- si legge nella Premessa -, sia perché scritta vivente don Bosco, sia per le correzioni che lo stesso santo apportò alla bozza di stampa. Per ora, mi limito a presentare il motivo principale che mi ha spinta a far conoscere ad un più vasto pubblico questa biografia. L’esemplare interfogliato, unico nel suo genere, è stato trovato nella Biblioteca della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Senza la pretesa di realizzare uno studio critico del testo, mi propongo di offrire elementi di conoscenza utili per la comprensione dell’opera e del suo Autore. Inoltre, attraverso una lettura attenta delle biografia in esame e delle correzioni apportate da don Bosco, si lascerà emergere in controluce la figura del santo educatore e del suo metodo educativo come fu colto, quasi come in un’istantanea, da un Autore che lo conobbe e lo osservò in azione nell’oratorio di Valdocco.

Infine, mettendomi in ascolto dell’Autore e dello stesso don Bosco attraverso i suoi giudizi ed apprezzamenti circa la sua biografia, si cercherà di scoprire come veniva considerato l’educatore torinese dai suoi contemporanei e ciò che egli pensava di se stesso.

Ne scaturirà, mi auguro, una scrittura originale, a tratti a quattro mani, evocazione di memorie storiche e pedagogiche, colte ad una distanza più ravvicinata possibile al contesto di riferimento. Il testo potrà contribuire a far rivivere don Bosco in ciò che lo qualifica come uomo e come educatore: l’amore a Dio e la passione per la salvezza dei giovani».

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RUFFINATTO Piera (a cura di)
Una vita che irradia luce. Edizione anastatica Don Bosco e la Pia Società Salesiana Albert Du Boys (1884)
Roma, Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice 2014.

L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain