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Psicologia del bambino maltrattato e della famiglia maltrattantetorna su

Paola Di Blasio, Docente di Psicologia dello Sviluppo e Direttore del CRIdee (Centro di Ricerca sulle Dinamiche Evolutive ed Educative) all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano è intervenuta al secondo incontro del Corso interdisciplinare «Uscire dai labirinti della violenza. La prevenzione e la protezione dei bambini dal maltrattamento», svoltosi l’11 dicembre scorso, nella sede della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» di Roma. Il Corso è organizzato con la collaborazione del Centro Studi Sociali sull'Infanzia e l'Adolescenza «don Silvio De Annuntiis» di Scerne di Pineto.

La relatrice ha introdotto il tema precisando che, per intervenire adeguatamente sui casi di violenza e maltrattamento ai danni dell'infanzia di tipo omissivo e/o commissivo, è importante avviare azioni di protezione sui bambini, ma è indispensabile soprattutto attivare processi di valutazione e di cura della famiglia, perché la meta a cui puntare è sempre il “rientro” nell’ambiente di origine.

«Bisogna essere consapevoli della realtà – ha sottolineato –, prendere atto della storia della famiglia, monitorarla e coinvolgerla per aiutarla a tirare fuori il meglio di sé. È importante lavorare per recuperare la genitorialità, le risorse positive delle dinamiche familiari. Solo così il bambino non sarà equivocamente ritenuto la causa del disagio e della violenza messa in atto dai genitori. Per fare questo è necessario un fitto lavoro di rete tra operatori dei servizi e famiglie. La violenza sui minori di qualsiasi tipo, fisico, verbale, psicologica, non va né negata né minimizzata».

Rifacendosi alla sua pluridecennale esperienza di studiosa, ricercatrice e consulente in casi di maltrattamento dei bambini e di cura delle famiglie, in Italia e in Europa, la prof. Di Blasio ha condotto i presenti in sala a considerare l’adulto maltrattante «un adulto sofferente, possibile e passabile di aiuto. Un adulto che, per avviare un processo di recupero, è chiamato ad ammettere, riconoscere e assumere i propri atti, ad accettare di lavorare insieme agli operatori, ad accogliere il fatto che i bambini siano messi a conoscenza dei percorsi che si vanno facendo. È necessario non lasciar sedimentare nei piccoli l’idea che “i cattivi”, nei casi più estremi, lo hanno allontanato dalla famiglia e strappato ai legami di affetto di mamma e papà».

Attraverso l’analisi di un caso estremo di infanticidio, notizia di cronaca italiana di alcuni anni fa, la docente ha ulteriormente precisato che le situazioni di disagio, di violenza e di maltrattamento si sviluppano nel tempo, affondano le loro radici nel passato. I fatti della vita si concatenano l’uno all’altro. È quindi fondamentale cogliere i segnali di disagio per poter intervenire presto con servizi e figure professionali adeguate in un punto del processo di violenza e di maltrattamento.

Particolare attenzione è stata data, da parte della prof. Di Blasio, al rapporto tra disturbo post-traumatico da stress complesso e dissociazione: «A un estremo di questo continuum – ha precisato – vi sono le esperienze dissociative di lieve entità, presenti nella vita di tutti, come sognare ad occhi aperti, perdersi in un libro o in un film; all’estremo opposto vi sono stati acuti di dissociazione o e forme conclamate di disturbo dissociativo». Infine, ha invitato l’assemblea a cogliere il fattore di rischio insito nei casi sempre più diffusi di donne colpite da depressione post-partum e post-natale. A proposito, ha auspicato il moltiplicarsi di strutture, servizi sociali e operatori che possano essere accanto alle donne, soprattutto quelle che manifestano segni di disagio, in questa tappa fondamentale del “diventare madre”.

Il dibattito assai vivace, che ha accompagnato l’intervento della prof. Di Blasio, ha rivelato l’attenzione degli studenti e dei docenti presenti e ha ancora una volta focalizzato il compito e le competenze proprie richieste agli educatori e alle educatrici, presenti e futuri, per prevenire e proteggere la vita dei minori: la risorsa più grande su cui contare è la relazione educativa.

I prossimi appuntamenti del Corso sono fissati per:

* sabato 19 febbraio 2011: La violenza sessuale sui minori: percorsi diagnostici e terapeutici (Francesco Montecchi, Medico-neuropsichiatra infantile, già Primario di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma).

* sabato 5 marzo 2011: La pedofilia, la scuola e i contesti educativi. L'intelligenza del cuore per essere educatori capaci di ascoltare (Claudio Foti, Psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi «Hansel e Gretel» di Torino).

Le lezioni si svolgono al sabato dalle 9.00 alle 12.30. Sono particolarmente invitati gli studenti della Facoltà Auxilium e di altre Università; e tutti coloro che operano a diversi livelli nel campo dell'educazione, della formazione, dei servizi socio-educativi e socio-assistenziali, della pastorale giovanile, e che desiderano approfondire la tematica quanto mai attuale.

 

Intervento Paola Di Blasio
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