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Pier Cesare Rivoltella e Michele Marangi concludono gli incontri del Corso interdisciplinare 2018-2019 dialogando sul tema della “cittadinanza digitale”

 

Con gli interventi del Prof. Pier Cesare Rivoltella e del Prof. Michele Marangi, entrambi docenti di Didattica e Tecnologie dell’Istruzione e dell’Apprendimento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membri del CREMIT, Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia, si è concluso sabato 1° dicembre 2018 il Corso interdisciplinare 2018-2019 «Apprendere nel tempo della Rete. Percorsi per “imparare” il futuro».

Numerosi come sempre i presenti: docenti e studenti dei differenti Corsi di Laurea e Laurea magistrale, insegnanti di religione della Diocesi di Porto-Santa Rufina.

 

Precisando che l’educazione civica digitale consolida il ruolo della scuola e delle agenzie educative nella formazione di cittadini in grado di partecipare attivamente alla vita democratica, l’intervento di Rivoltella si è organizzato attorno a tre punti: la rivoluzione/evoluzione digitale, la cittadinanza digitale tradotta nell’operatività dalla Media education e l’individuazione di alcuni spazi di intervento.

 

«L’evoluzione digitale - ha sottolineato Rivoltella - ha prodotto una “cultura da tasca”, in quanto i dispositivi hanno smarcato la comunicazione dal “senso del luogo”. La comunicazione è oggi disintermediata, nel senso che possiamo fare da soli e non costa nulla. Ma, siamo più liberi? Siamo pronti? Siamo responsabili? Tutti possono parlo?»

Le domande sollecitano l’assemblea: «Venuto meno il radicamento - continua il relatore - , la possibilità di controllare per il bene, di separare spazi e tempi della comunicazione in particolare tra genitori e figli, non resta che la prevenzione, cioè responsabilizzare e fornire alle nuove generazioni chiavi per interpretare e vivere la loro cultura».

 

È un problema di competenza, perché non è detto che chi sa sia più capace di utilizzare e di essere responsabile di ciò che scrive e pubblica. Per questo, a partire dal Framework “Educazione Civica Digitale” pubblicato dal MIUR nel gennaio 2018, il Prof. Rivoltella individua nella Media Education una cornice di lavoro, sottolineando cosa sia e cosa non sia educazione mediale oggi. Infatti per il docente il vero problema «non è il cyberbullismo, ma il capitalismo digitale, che rende dipendenti dalle tecnologie».

 

Ha preso poi la parola il Prof. Michele Marangi che ha messo a fuoco alcuni concetti interpretando criticamente dei video spot. «La Media Education - ha affermato - deve aiutare a interpretare la realtà e a stimolare nuove competenze». È infatti necessario imparare e a vivere in un tempo accelerato, dove i codici hanno molteplici significati e cambiano in continuazione, dove bisogna riflettere sulla velocità con cui si evolvono i linguaggi, dove è importante spiazzare l’utente con un messaggio che diverta e agganci la sua attenzione, dove è urgente andare in profondità, oltre la prima apparenza di un messaggio.

Infine, alcune precisazioni circa la Peer&Media Education: l’impegno è fare in modo che la community creata dai social diventi sempre più comunità, dai legami forti e coesi, che interviene e supporta la vita di tutti, nessuno escluso.

 

Galleria di foto
Intervento Pier Cesare Rivoltella
Intervento Michele Marangi
Dibattito

L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain