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SynLabAux: coltiva il talentotorna su

Ascoltare, scegliere, credere, amare: il SynLab Aux ha messo in gioco talenti e ha rivelato ricchezza di umanità e di fede, orizzonti di azione in cui i giovani ci sono, senza paura.

 

Tre ore passate in un soffio. Il 13 aprile dalle 10.00 alle 13.00 si è realizzato il “SynLabAux. Coltiva il talento”, l’evento conclusivo del percorso che, in quest’anno di preparazione all’Assemblea del Sinodo dei Vescovi sui Giovani, ha coinvolto con varie iniziative gli studenti e le studentesse della Facoltà.

La Commissione preparatoria dell’evento, composta da studenti e studentesse dei differenti Corsi di Laurea e Laurea magistrale, insieme con alcune docenti, ha lavorato per mesi coinvolgendo e interagendo costantemente con tutte le componenti della Comunità accademica.

Angelo Pasquini, Lory Pires Soares e Carolina Cignoni, presentatori dell’evento, hanno con eleganza e professionalità armonizzato interviste, testimonianze, sondaggi, musica e danza. Parole, gesti e suoni hanno così raccontato chi sono i giovani e che cosa vogliono, le loro paure e le speranze, i valori in cui credono, le scelte di vita e l’adesione alla fede per essere protagonisti dentro la storia e dentro la Chiesa, rispondendo all’invito di Papa Francesco che, nell’indire l’Assemblea di ottobre 2018, ha affermato con forza che il Sinodo è di tutti, #nessunoescluso.

Le testimonianze di Camilla Lecci e Paolo Orlandini, Ludovica Battestini, Jin Hee Cecilia Lee e di Nuha Aboud Mekha, Maria de los Angeles Bonilla, Claudia Ciancolini e Jonny Morello Bressan e della Prof.ssa Elisabetta Straffi hanno via via offerto ai presenti in sala spaccati di vita e di esperienze: dall’Europa all’Asia, al Medio Oriente le paure dei giovani si confondono e si uniscono e il denominatore comune è che la paura è sempre paralizzante, blocca. Forse non è nemmeno la paura di soffrire quella che fa stare più male, ma il non saper dare un senso a ciò che si soffre e si vive … è per questo che è necessario aprirsi alla luce e alla speranza, alla bellezza. La scelta della fede, forse tra le più importanti della vita, anche se apparentemente oggi sembra diminuire di importanza, illumina e aiuta a discernere per un orientamento professionale e di vita, come l’essere fidanzati, religiose e sacerdoti.

L’intervento in due riprese di Renato Cursi, Segretario del Dicastero per la Pastorale Giovanile dei Salesiani di Don Bosco, che sta coordinando la raccolta dei dati provenienti dai questionari compilati dai giovani di tutto il mondo nella prima fase di preparazione al Sinodo, ha messo a confronto con un profilo di giovani che sfugge a luoghi comuni, a pregiudizi e stereotipi che spesso li disegnano come “bamboccioni, vuoti, insignificanti”. Dai questionari emerge uno scenario di giovani insicuri, incompresi e diffidenti, ma allo stesso tempo assetati ed esigenti. Insicuri perché non si sentono accolti dal mondo degli adulti, incompresi in quello che è per loro importante, che chiedono di avere accanto adulti autentici e capaci di relazioni sane. Che vorrebbero comunità cristiane vicine, una Chiesa coerente e vicina, che li accolga senza giudicare, coinvolta e in dialogo con il mondo anche riguardo alle tematiche del presente: omosessualità, matrimonio tra persone dello stesso sesso, ruolo della donna. Vogliono essere non solo protagonisti, ma partecipi della vita.

Anche la testimonianza della Prof.ssa Karla Figueroa, che dal 19 al 24 marzo 2018 ha preso parte al Raduno pre-sinodale cui hanno partecipato 305 giovani presenti a Roma, e oltre 15 mila collegati attraverso i profili social creati appositamente, ha ribadito la voglia di protagonismo e di partecipazione dei giovani nella vita della Chiesa e del mondo, il loro impegno in difesa dell’educazione, dei diritti umani, della scelta di fede e della possibilità di testimoniare la fede. Ne è prova il documento finale del Raduno che rivela il desiderio di una Chiesa giovane in dialogo con gli adulti: non “di fronte” o “in opposizione”, ma bensì “dentro”, come il lievito nella pasta, proprio per essere tra i loro coetanei, testimoni e compagni di viaggio verso una comprensione profonda di se stessi e del posto che hanno nel mondo.

Ma non si possono dare ali ai sogni senza scegliere, decidere, camminare … La seconda parte della mattinata si è così concentrata sul fare scelte audaci, sul scegliere la fede e interrogarsi sul senso della vita e della propria vocazione. Le scelte sono un po’ come dei piccoli mattoni che messi uno sull’altro costruiscono l’identità, dicono chi siamo e chi vogliamo essere, cosa cerchiamo nella vita.

La vita cristiana non è un “mi piace”, è un “mi dono”. La vita profuma quando è offerta in dono; diventa insipida quando è tenuta per sé”. L’importante è decidersi, scegliere, avere voglia di spiccare il volo e alimentare la speranza e la fiducia che ci sia sempre qualcuno accanto che voli con noi.

 

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L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain