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Festa delle Matricoletorna su

Simpatia, domande, risate e tanta allegria: ecco gli ingredienti della festa organizzata dagli studenti del 2° anno per accogliere le Matricole 2018-2019.

 

22 novembre 2018. Appuntamento come di consueto nell’Aula Magna «Giovanni Paolo II» della Facoltà per tutta la Comunità accademica: la Preside, le docenti, gli studenti e le studentesse dei differenti Corsi di Laurea e Laurea magistrale, il personale tecnico ausiliario.

«La nostra grande famiglia dell’Auxilium - esordisce Nardin Anwar - è una vera “cantina” dove si mira all’accoglienza, allo studio, alla crescita integrale della persona, allo spirito di famiglia, alla fede, a vivere la diversità come ricchezza, ma soprattutto dove si sviluppano i propri talenti… e in particolare il talento di educare» e, citando Papa Francesco, continua: «A voi, che siete all’inizio del cammino della vita, chiedo: Avete pensato ai talenti che Dio vi ha dato? Avete pensato a come potete metterli a servizio degli altri?».

È il saluto che dà il via alla festa e sono le domande che, una dopo l’altra, snodano il programma che coinvolge tutti i presenti, invitati a un quiz, orchestrato da Matteo Madrisan, sulla vita della Facoltà, le persone che la compongono, i contenuti che si studiano e i fondamenti che reggono l’offerta formativa.

 

La risposta delle Matricole 2018-2019 non si è fatta attendere. La loro presentazione è stata introdotta da una riflessione divertente quanto seria di Bruno Piancastelli, Delegato per la Pastorale Universitaria. Egli ha dato voce alle “paure” delle matricole nell’avventurarsi nella “selva oscura” degli studi, ma ha anche rivelato i loro obiettivi e come intendono raggiungerli: «Noi vogliamo diventare educatori/educatrici, psicologi/psicologhe, insegnanti di religione; noi vogliamo superare gli esami; noi vogliamo affrontare i tirocini come fossero palestre di vita; noi vogliamo essere la parte migliore di noi».

Per fare questo, però, Bruno ha fatto appello ai «compagni e alle compagne di studio che li precedono nel cammino» invitandoli a essere loro d’esempio e chiedendo di «passare qualche appunto nelle pause, qualche consiglio per gli esami e per affrontare al meglio le lezioni… ».

Richieste sono state rivolte anche alle Docenti: «essere dei Rabbuni, cioè non semplici maestre della materia, quanto maestre di vita» e ha invitato tutti a un “super applauso” per studenti e docenti perché «queste idee ci sono state ispirate dall’esempio che siete stati per noi in questo primo mese di studi all’Università».

 

Alle Matricole ha fatto seguito il canto e la danza delle religiose, studenti del Corso di Diploma per Formatrici alla Vita consacrata che, nell’augurare “buon anno accademico” hanno assicurato ai colleghi del I anno il sostegno della loro preghiera.

 

Le parole di Bruno e di Nardin, come pure il messaggio del canto delle Formatrici, sono state riprese dalla Preside, la Prof.ssa Pina Del Core che nel saluto finale ha ricordato come le Matricole all’inizio spaventate alla fine del percorso escono “laureate”. «Certamente - ha precisato - di mezzo c’è tutto un cammino, ci sono incognite, ma l’importante è trasformarle in opportunità e in fiducia, fiducia nei nostri talenti, negli altri, nei docenti e nei compagni di viaggio». L’augurio è quello di “evidenziare” il bello, il buono e il vero, giorno dopo giorno. Ecco il senso del regalo che è stato consegnato loro: una matita-evidenziatore.

 

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L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

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