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Competenze per il Digital Agetorna su

Creatività, flessibilità, apertura al cambiamento, responsabilità verso l’altro da sé sono le coordinate per ripensare l’educazione nella condizione tecno-umana e nel tempo del Digital Age.

 

È quanto emerge dagli interventi dei relatori intervenuti al primo incontro del Corso interdisciplinare 2018-2019 che si è tenuta sabato 20 ottobre.

La Prof.ssa Franca Pinto Minerva, docente emerito di Pedagogia generale all’Università degli Studi di Foggia, e il Prof. Paolo Benanti, docente alla Pontificia Università Gregoriana, hanno dialogato attorno al tema: “Ripensare l’umano nella società ipercomplessa”.

I loro interventi hanno aiutato a ripensare la condizione tecno-umana facendo emergere dal sommerso della complessità le prospettive care all’umanesimo integrale e trascendente che caratterizzano anche la Facoltà e hanno offerto alcune importanti chiavi etiche ed educative per collocarci ed abitare da professionisti dell’educazione la problematica.

«La tecnologia può cambiare la percezione di noi stessi?» È la domanda che il Prof. Paolo Benanti ha posto a premessa della sua relazione. Certamente da sempre l’essere umano si è servito di strumenti per comprendere la realtà e se stesso. L’invenzione della lente convessa ha permesso di giungere al telescopio e al microscopio: strumenti con i quali abbiamo sondato l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Oggi la lente convessa da cui rileggere il mondo è sicuramente la “datificazione” della realtà prodotta dal digital age da cui scaturisce un nuovo modo di pensare e di pensarsi come persone. Così, il classico e socratico “conosci te stesso” viene sostituito dall’algoritmico “conosci i tuoi dati”. È una sfida che non solo richiede pensiero critico e creativo, ma anche una capacità di governance che sappia far incontrare la tecnologia con l’umano prospettando una sorta di “nuovo rinascimento” e “nuovo umanesimo”.

 

«E da dove attingere le categorie ermeneutiche per realizzare una operazione del genere?» Si è chiesta la prof.ssa Franca Pinto Minerva. La tensione autenticamente utopica caratteristica del pensiero pedagogico e delle scienze della formazione, per loro natura orientate a gestire la trasformazione, ci viene incontro con la proposta di un nuovo umanesimo capace di esaltare la creatività della persona, la flessibilità cognitiva, l’apertura al cambiamento, la responsabilità verso l’altro da sé. Solo così la persona può gestire il cambiamento e non subirlo.

Agli educatori viene richiesto di fornire alle nuove generazioni attrezzature adeguate per vivere nel Digital Age, quali la sensibilità estetica, la consapevolezza etica, la solidarietà cosmica, e aiutarli ad acquisire un “pensiero che pensa se stesso mentre si trasforma”, cioè capace di combinare logica e immaginazione, pensiero convergente e pensiero divergente, mente ed emozione e di costruire ponti per reciproci attraversamenti a livello estetico, scientifico ed etico.

 

Gli altri due incontri del Corso si terranno sabato 17 novembre 2018 con l’intervento di Pier Cesare Rivoltella su Il futuro entra in classe: “smontare” e “montare” significati e sabato 1° dicembre 2018 con le relazioni di Michele Marangio e Pier Cesare Rivoltella sulla Cittadinanza e l’educazione civica digitale.

 

La Facoltà è presente nell’elenco degli enti accreditati al MIUR, per questo è possibile, per chi la possiede, utilizzare la Carta del Docente e partecipare agli incontri.

 

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L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain