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Vivere il pluralismo: sfide e diritti di cittadinanzatorna su

Sabato 13 marzo, presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium, si è tenuta la tavola rotonda attorno al tema: Vivere il pluralismo: sfide e diritti di cittadinanza. L'incontro ha concluso il ciclo di lezioni del Corso interdisciplinare: Comprendere l'altro. Questioni teoriche e pratiche dell'intercultura.
È stata una condivisione di riflessioni propositive e di segnalazione di buone pratiche relative all'accoglienza delle diversità culturali, al riconoscimento reciproco, alla comune responsabilità nella costruzione di un nuovo profilo di cittadinanza nella coniugazione di diritti e doveri. In questo senso, si può ritenere d'aver raggiunto l'obiettivo del Corso interdisciplinare, che intendeva far accostare le problematiche dell'immigrazione, dell'integrazione, dei diritti di cittadinanza, nella consapevolezza dei molteplici fattori che entrano in gioco nel dialogo interculturale.

Il moderatore, Prof. Luca Pandolfi, docente di Antropologia culturale presso la Pontificia Università Urbaniana, ha coordinato la tavola rotonda collegando gli apporti dei relatori e delineando anche una piattaforma comune nella quale i vari interventi hanno trovato il loro humus fecondo. Ha precisato come ciascuno di noi vive dentro di sé una pluralità culturale e una storia plurale. Vanno perciò superati gli atteggiamenti alternativi di chi considera il pluralismo solo come problema e di chi lo vede solo come opportunità. Esso è, invece, una condizione umana che diventa una "sfida", nel senso di problema-opportunità per una "vita abbondante" (cf Gv 10,10), nell'edificazione di quella famiglia umana - famiglia di Dio - che il libro dell'Apocalisse lascia intravedere (Ap 7,9.16-17).

In questa prospettiva, i relatori hanno offerto i loro contributi propositivi e anche critici. Sono anzitutto intervenuti coloro che, gestendo la "cosa pubblica" - gli amministratori - sono chiamati a pensare, promuovere, coordinare politiche di accoglienza e integrazione rispettose della dignità, umana. In apertura, è stata letta la lettera di saluto che il Sottosegretario di Stato al Ministero della salute, on.le Eugenia Roccella, ha inviato ai partecipanti nell'impossibilità di presenziare, come previsto, all'incontro odierno.
In seguito, il dott. Gianuario Marotta, membro della Commissione Politiche sociali e servizi alla persona e Vice Presidente della Commissione Speciale Regolamento e Decentramento, ha illustrato le iniziative messe in atto e/o in programma nel XIX Municipio del Comune di Roma, mentre il Vicesindaco della capitale, on. sen. Mauro Cutrufo, ha evidenziato la missione storica plurisecolare della città nella cultura dell'accoglienza e della solidarietà, una cultura che - ha precisato - è presente già prima del cristianesimo.

È quindi intervenuta la dott.ssa Mariella Guidotti, del CSER (Centro Studi Emigrazione di Roma), che ha illustrato la prospettiva personalistica che, nella lunga esperienza della missione scalabriniana, trae la linfa per esprimere la solidarietà e l'azione verso gli immigrati. Infine, la prof.ssa Anna Clemente, responsabile del Settore Formazione Superiore ed Universitaria della Caritas, ha ripercorso i 30 anni di storia della Caritas di Roma, mettendo in luce la missione evangelica da essa svolta nel rispondere ai molteplici problemi che le povertà antiche e nuove hanno presentato nel corso degli anni nella città di Roma, servendo concretamente le persone nel rispetto della loro dignità e identità.

Agli interventi ha fatto seguito un vivace dibattito con il pubblico in sala, dal quale è emersa la speranza che un futuro migliore sia possibile grazie all'impegno di tutti, ciascuno con il proprio ruolo e soprattutto con la propria responsabilità e competenza.
Oggi, infatti, il servizio esige non solo buona volontà, ma professionalità.

L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain