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Consulta Femminiletorna su

La Consulta Femminile, organismo permanente all’interno del Pontificio Consiglio della Cultura, nato il 23 giugno del 2015 con l’obiettivo di offrire alla società il contributo unico delle donne, di cui fa parte la Prof. Marcella Farina, è stata presentata il 7 marzo presso la Sala Stampa della Santa Sede, alla vigilia della Giornata internazionale della Donna.

«Sono membro di questa Consulta - sottolinea la Prof.ssa Farina - per portare anche il contributo della Facoltà «Auxilium», che nella finalità statutaria ha proprio lo studio interdisciplinare e interculturale sulla donna, in vista di elaborazioni progettuali educative più efficaci di una educazione integrale sempre nella prospettiva della reciprocità. A livello più specifico, in quanto teologa dal 1984, anche se allora in modo informale, insieme ad altre teologhe ho cercato e cerco di offrire un pensare e comunicare la fede al femminile. E questo ambito scientifico, in quanto coordinatrice del Centro studi Donna ed educazione istituito presso la Facoltà, entra in dialogo fecondo con le scienze umane. In modo concreto, in questa prima fase del lavoro della Consulta, ho dato il mio contributo specifico nelle culture giovanili sulle quali il Pontificio Consiglio riflette in modo tematico almeno dal 2013».

A presentare ufficialmente la Consulta nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, insieme a Consuelo Corradi, Prorettore alla ricerca e ai rapporti internazionali dell’Università LUMSA e coordinatrice dell’organismo, e la teologa iraniana, Shahrazad Houshmand, docente di Studi Islamici e di Lingua e Letteratura Persiana presso l’università La Sapienza e la Pontificia Università Gregoriana, componente del Consiglio per l’islam presso il Ministero dell'Interno.

Sono 37 le donne membri della Consulta e provengono da esperienze professionali, di studio, di ricerca diverse tra loro: vi sono teologhe, giornaliste, imprenditrici, attrici, sportive, medici, dirigenti del pubblico e privato, del Terzo settore.

La natura dell’organismo è stata illustrata dal Card. Ravasi: «Ho voluto la partecipazione di queste donne non come un elemento cosmetico, neppure per concedere qualcosa che era stato loro tolto, ma l’ho voluto perché fossero presenti in tutte le attività del Dicastero, perché ci fosse uno sguardo femminile. E proprio perché il loro sguardo può vedere altrove, sono chiamate a fare anche delle proposte».

Consuelo Corradi ha illustrato il numero speciale della Rivista “Culture e fede", che raccoglie la riflessione dei gruppi tematici, in cui si è strutturato il lavoro della Consulta femminile, La pubblicazione, in questa primo numero, approfondisce quattro temi: andare incontro ai giovani, al loro peculiare linguaggio, alla loro esperienza, forza e fragilità; superare le disparità di accesso al lavoro e di remunerazione, che ancora esistono persino nei paesi dove le ragazze hanno tassi di istruzione più elevati dei maschi; sostenere la presenza positiva delle donne nelle religioni; gettare un ponte verso le culture maschili.

 

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