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La tutela dei minori in Rete. Intervista a Gildo Iacoviello, studente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione sull’esperienza vissuta al Congresso organizzato dall’Università Gregoriana

 

È trascorso un po’ di tempo, ma l’esperienza vissuta da Gildo Iacoviello, studente al III anno di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, dal 3 al 6 ottobre 2017, presso la Pontificia Università Gregoriana (PUG), come Young observer al Congresso mondiale Child Dignity in the Digital World, promosso dal Centre for Child Protecion della Pontificia Università Gregoriana, dall’Organizzazione mondiale WePROTECT Global Alliance e da SOS Il Telefono Azzurro,ci permette di ribadire l’importanza di conoscere e studiare la tutela dei minori nel mondo digitale. È questo il filo rosso che sta attraversando alcune attività culturali che la Facoltà quest’anno propone, ad esempio con il Corso Interdisciplinare e, ormai vicina nel tempo, la Prolusione accademica che il Prof. Ernesto Caffo terrà l’8 novembre all’inaugurazione dell’anno accademico.

Ne parliamo con Gildo che ha avuto l’opportunità di partecipare ad un evento che riunito a Roma esperti accademici, dirigenti d’azienda, leader della società civile, politici di alto livello sia internazionali che italiani, come il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli e il Presidente del Senato Pietro Grasso, nonché rappresentanti religiosi provenienti da tutto il mondo.

 

Perché e come hai potuto partecipare a questa assise mondiale?
In occasione del Congresso, il Centro per la Protezione dei Minori della PUG ha indetto una selezione per coinvolgere studenti delle diverse Università romane, chiamandoli a partecipare in veste di giovani osservatori (young observers), in quanto nati nell’era digitale, al fine di portare le loro esperienze e stimolare riflessioni durante i workshop pomeridiani con interventi personali. Ho avuto così l’opportunità di partecipare al Congresso con questo ruolo, rappresentando la Facoltà «Auxilium» con la sua proposta formativa, mettendo in evidenza quanto sia sempre più attuale un’attenta riflessione sul tema dell’educazione in campo digitale.

Quali contenuti ha focalizzato il Congresso?
Durante il Congresso si è parlato molto dei pericoli che i più giovani frequentatori di Internet possono correre in Rete. Sono rimasto colpito da un dato, a mio avviso sconvolgente: più di 3,2 miliardi di utenti di Internet in tutto il mondo sono bambini. Questa generazione corre il pericolo di diventare vittima di molestie sessuali, sexting, cyberbullying. È stato evidenziato a più riprese che tale problema richiede una soluzione globale. C’è infatti bisogno di una discussione aperta e approfondita per sensibilizzare e mobilitare azioni per una migliore protezione dei minori online.

A quali conclusioni siete approdati?
Le giornate sono trascorse tra conferenze e interventi di esperti durante le mattine, e workshop pomeridiani di approfondimento. Durante i workshop, tra l’altro, è stata messa a punto e condivisa la “Dichiarazione di Roma”, un documento programmatico emerso come risultato dei quattro giorni di lavoro.
Questo documento è stato presentato a Papa Francesco che, al termine del Congresso, ha incontrato tutti i partecipanti. Nel prendere atto della “Dichiarazione di Roma, il Papa, in un emozionante discorso tenuto nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, ha incoraggiato i partecipanti ad usare tenerezza, ma anche grande determinazione per promuovere la protezione di tutti i bimbi che vengono al mondo ogni giorno. Ha posto inoltre l’accento sulle enormi opportunità, ma anche sulle trappole e i lati oscuri di Internet, dove sembra che il male trovi sempre modi nuovi ed efficaci per espandersi. Il Papa ha citato il bullismo online e la pedo-pornografia come veri e propri crimini che non possono essere affrontati da singoli individui, da qui la necessità di una mobilitazione collettiva. Ha inoltre sottolineato come nascondere la realtà degli abusi sia davvero riprovevole e moralmente inaccettabile. A tal riguardo, ha inviato a non sottovalutare anche l’effetto psicologico che le immagini violente e sessuali possono avere sulle menti dei bambini, e mai pensare che filtri tecnici possano bastare da soli a controllare un fenomeno incredibilmente mutevole e in espansione. Papa Francesco ha, infine, ribadito l’urgenza di un impegno di cooperazione tra governi e istituzioni, assicurando in tal senso quella da parte di tutta la Chiesa.

Che cosa ha significato per te partecipare al Congresso mondiale?
È stata un’esperienza molto arricchente dal punto di vista umano e professionale. Gli argomenti trattati sono risultati davvero interessanti e, inoltre, ho avuto modo di conoscere molte persone che resteranno un punto di riferimento per sviluppare in futuro questi temi così importanti. Durante le giornate di Congresso ho avuto anche modo di confermarmi l’importanza degli studi nel campo della Psicologia dell’Educazione per il nostro contesto e di apprezzare al riguardo il metodo formativo della nostra Facoltà.

 

La Dichiarazione di Roma sulla tutela dei minori

Riportiamo di seguito il testo della Dichiarazione di Roma pubblicata il 6 ottobre 2017.

 

Papa Francesco - “Da come sono trattati i bambini si può giudicare una società”

 

La vita di ogni bambino è unica, importante e preziosa, e ogni bambino ha diritto alla dignità e alla sicurezza. Oggi, però, la società globale sta mancando profondamente nel proteggere i suoi bambini.
Milioni di minori sono abusati e sfruttati nei modi più tragici e indescrivibili, in una misura senza precedenti, in tutto il mondo.

I progressi tecnologici esponenziali e la loro integrazione nella nostra vita quotidiana non stanno cambiando solo quello che facciamo e come lo facciamo, ma stanno cambiando chi siamo. Gran parte dell’impatto di questi cambiamenti è stato decisamente positivo. Tuttavia, dobbiamo affrontare il lato oscuro di questo nuovo mondo, un mondo che sta rendendo possibile un gran numero di mali sociali capaci di ferire i membri più vulnerabili della società.

Mentre è fuor di dubbio che internet crei numerosi benefici e molteplici opportunità in termini di inclusione sociale e livello di istruzione, oggigiorno contenuti sempre più estremi e disumanizzanti sono letteralmente a portata di mano dei bambini. La proliferazione dei social media comporta che atti insidiosi come cyberbullismo, molestie e sextortion stiano diventando sempre più comuni. Nello specifico, l’ampiezza e la portata dell’abuso sessuale di minori e dello sfruttamento online è sconvolgente. Un grandissimo numero di immagini di abuso sessuale di bambini e giovani è disponibile online e cresce senza sosta.

Il deleterio impatto della pornografia sulla mente malleabile dei bambini è un ulteriore grave danno a cui la rete li espone.

Noi condividiamo la visione di un internet che sia accessibile a tutti. Tuttavia crediamo che essa debba comprendere anche il riconoscimento del valore non negoziabile della protezione di tutti i minori. Si tratta di sfide enormi, ma non possiamo abbatterci né reagire con sconforto. Dobbiamo lavorare insieme per cercare soluzioni positive per tutti in grado di promuovere la responsabilità di ciascuno. Dobbiamo assicurarci che tutti i minori abbiano un accesso a internet sicuro, per arricchire la loro formazione, le loro comunicazioni e i loro rapporti.

Le imprese che lavorano nell’ambito nelle nuove tecnologie e i governi hanno assunto un ruolo guida in questa battaglia e devono compiere continue innovazioni per garantire una migliore protezione dei minori. Dobbiamo anche sollecitare le famiglie, i vicinati, le comunità di ogni parte del mondo e gli stessi bambini perché siano più consapevoli dell’impatto esercitato da internet sui minori.

Disponiamo già di piattaforme potenti e di leader importanti a livello globale che stanno compiendo progressi significativi per la realizzazione di queste aspirazioni. Il Centre for Child Protection della Pontificia Università Gregoriana porta avanti un lavoro internazionale in favore della protezione in 30 paesi e 4 continenti. WePROTECT Global Alliance, fondata nel Regno Unito, in collaborazione con l’Unione Europea e gli Stati Uniti, riunisce in questa battaglia 70 nazioni, 23 compagnie tecnologiche e molte organizzazioni internazionali.

Le Nazioni Unite sono alla guida di uno sforzo globale per raggiungere l’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile 16.2, per sradicare la violenza contro i bambini entro il 2030, in particolare attraverso la partnership globale “End Violence Against Children”.

Si tratta di un problema che non può essere risolto da una nazione, un’impresa o una religione da sola, è un problema globale che richiede soluzioni globali. Richiede che costruiamo una consapevolezza diffusa e mobilitiamo azioni da parte di tutti i governi, tutte le fedi religiose, tutte le imprese e istituzioni.

La Dichiarazione di Roma lancia un appello ad agire:

1 - Alle autorità mondiali, perché intraprendano campagne globali di sensibilizzazione per educare e informare le persone nel mondo rispetto alla gravità e all’estensione dell’abuso e dello sfruttamento dei bambini di tutto il mondo, e per spingerle a richiedere interventi da parte dei leader nazionali.

2 - Alle autorità delle grandi religioni del mondo, perché informino e mobilitino gli appartenenti a ogni fede religiosa affinché si uniscano in un movimento globale per proteggere i bambini del mondo.

3 - Ai parlamenti di tutto il mondo, perché migliorino la legislazione per una più efficace protezione dei minori e chiamino a render conto dei loro crimini coloro che si rendono responsabili dell’abuso e dello sfruttamento dei bambini.

4 - Ai leader delle compagnie tecnologiche, perché si impegnino a sviluppare e implementare nuovi strumenti e tecnologie per contrastare la proliferazione delle immagini di abuso sessuale in internet e impedire la ridistribuzione delle immagini dei minori identificati come vittime.

5 - Ai ministeri mondiali della sanità pubblica e ai leader delle organizzazioni non governative, perché accrescano le azioni per salvare le vittime di minore età e migliorino i programmi di cura per le vittime di abuso e di sfruttamento sessuale.

6 - Alle agenzie governative, alla società civile e le forze dell’ordine, perché lavorino per migliorare il riconoscimento e l’identificazione delle vittime, e assicurino il loro aiuto per l’enorme numero di vittime di abuso e sfruttamento sessuale minorile ancora nascoste.

7 - Alle forze dell’ordine nel mondo, perché accrescano la cooperazione locale e globale, al fine di migliorare lo scambio di informazioni in ambito investigativo e accrescano gli sforzi di collaborazione rispetto ai crimini contro i minori che travalicano i confini nazionali.

8 - Alle istituzioni mediche del mondo, perché incrementino la formazione dei professionisti sanitari per l’identificazione degli indicatori di abuso e sfruttamento sessuale e migliorino le modalità di segnalazione e di cura.

9 - Alle istituzioni private e governative, perché accrescano le risorse per i professionisti in ambito psichiatrico e gli esperti di altre forme di cura, in modo da incrementare i servizi di cura e riabilitazione per i bambini che sono stati abusati e sfruttati.

10 - Per le autorità con responsabilità nell’ambito della pubblica sanità, perché promuovano la ricerca sull’impatto che l’esposizione alla esplicita ed estrema pornografia online esercita sulla salute dei bambini e degli adolescenti.

11 - Ai leader dei governi di tutto il mondo, ai corpi legislativi, alle industrie private e alle istituzioni religiose, perché promuovano e realizzino tecniche per impedire ai bambini e ai giovani di avere accesso a contenuti internet a cui deve poter accedere solo pubblico adulto.

12 - Ai governi, alle industrie private e alle istituzioni religiose, perché intraprendano campagne globali di sensibilizzazione rivolte ai bambini e ai giovani, per formarli e fornir loro gli strumenti necessari per un uso sicuro e responsabile di internet e per evitare che sia fatto del male a tanti loro coetanei.

13 - Ai governi, alle industrie private e alle istituzioni religiose, perché intraprendano iniziative globali di sensibilizzazione per rendere i cittadini di ogni paese più attenti e consapevoli rispetto all’abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori, e perché li incoraggino a segnalare casi di abuso e sfruttamento alle autorità competenti, qualora li vedano, ne vengano a conoscenza o abbiano il sospetto che stiano avvenendo.
 

In questa era di internet, il mondo affronta sfide senza precedenti per poter tutelare i diritti e la dignità dei bambini e proteggerli dall’abuso e dallo sfruttamento. Queste sfide richiedono un nuovo modo di pensare e nuovi approcci, una più elevata consapevolezza a livello globale e una leadership ispirata. Per questa ragione questa Dichiarazione di Roma fa appello a tutti, perché tutti si ergano a difesa della dignità dei minori.

L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain