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Un grazie lungo un annotorna su

Il 14 maggio, la Comunità accademica si è ritrovata per fare festa e dire «grazie» agli studenti che terminano gli studi.

 

Ringrazia solo chi è consapevole di aver ricevuto un dono, chi sa fare memoria del passato per guardare al futuro.

Sono le parole con cui la Preside, Prof.ssa Pina Del Core, conclude il momento del saluto agli studenti e alle studentesse che concludono il percorso di studi, durante la giornata della Festa della Facoltà che coincide liturgicamente con la solennità di Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice insieme a San Giovanni Bosco delle FMA.

La giornata inizia con la celebrazione eucaristica presieduta da don Andrea Lonardo, Responsabile della Pastorale in Università della Diocesi di Roma che, durante l’omelia, sottolinea come la fatica di studiare, ricercare, insegnare sia segno della carità intellettuale che è dono di Dio agli uomini e alle donne, segno a sua volta dell’universalità del messaggio della Chiesa di cui l’università è espressione.

Il momento di festa raduna tutta la Comunità accademica che si stringe in particolare attorno agli studenti e alle studentesse dei Corsi di Diploma in Formatrici alla Vita consacrata e in Spiritualità dell’Istituto delle FMA, e  del II anno dei Corsi di Laurea magistrale.

Il messaggio che attraversa le differenti manifestazioni è il grazie che ben si intona con quanto la Preside, rifacendosi alle parole di don Tonino Bello, augura loro: la forza di osare, di rompere gli ormeggi e l’ebbrezza di comminare insieme.

Nel pomeriggio, dopo aver consumato insieme il pranzo conviviale, l’appuntamento è nuovamente nell’Aula Magna «Giovanni Paolo II» per lo spettacolo teatrale “Artem fallendi discere. Conferenza presinodale per giovani demoni” messo in scena da Nardin Anwar, Angela Michele e Raffaella Bencivenga, Eva Bulcaku, Ana Dorcas Chaquisse, Jacopo Delle Fratte, Alessandro Giovannini, Antonella Lavalle, Enrica Nicosanti, Sara Paiano, Angelo Pasquini con la regia di Daniele Wlderk.

Lo spettacolo è frutto della riflessione e della scrittura dei giovani attori e delle giovani attrici, è la loro risposta all’invito di Papa Francesco che li ha “convocati” per un Sinodo dei giovani.

«Abbiamo immaginato, sollecitati dai temi del sinodo che invita a pensare su giovani, scelte e futuro, che anche i demoni possano essere invitati a un corso di aggiornamento sui giovani - introduce Daniele Wlderk, regista della pièce teatrale -. Ci siamo lasciati interrogare dalle domande e dai nuclei che si trovano nel documento preparatorio del Sinodo. E questa è la nostra risposta».

Dipendenza dalla rete, solitudine, incoerenza, mediocrità… a queste che sono le facili “esche” che il diavolo utilizza per portare i giovani dalla sua parte, si contrappone l’amore con cui Dio avvolge i giovani, anche i più lontani da lui. Ed è proprio l’amore, dato, scoperto, ricevuto e ridonato, che salva e redime, permette di alzare la testa e di aggrapparsi gli uni gli altri per camminare insieme e diventare testimoni credibili e forti del suo amore.

 

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L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain